Lo scrittore ha un solo potere: contaminare i giovani.

Nella tesi del mio master ho studiato cosa serve per ottenere un cambiamento radicale vero. Che tipo di gruppo ti serve per imprimere alla società una svolta di 45 gradi, o di 90 gradi? È emerso che hai bisogno di un autentico genio. In realtà hai bisogno di due persone brillanti che hanno una posizione di prestigio nella comunità. Uno di loro, a proposito del genio, dice: "Questo tipo non è pazzo." E poi, hai bisogno di uno che sappia spiegare. Tra i Cubisti c'era Picasso e poi c'erano Braque e Apollinaire che hanno spiegato cosa stavano facendo. (Picasso non voleva spiegare le sue stramberie. Troppo complicato.)

La mia tesi prendeva in esame i Cubisti e la danza dei fantasmi dei Nativi Americani. [...] Ho studiato come si può ottenere un cambiamento: ma un romanziere non può cambiare le cose. Non puoi. Non hai controllo su niente e nessuno. Come si può permettere chi non è un giornalista o non ha l'autorità, di commentare cose complicate come le strategie militari, la politica estera o il petrolio? E tu dovresti dirci cosa dovrebbe fare il governo?

Il romanziere è in una posizione ridicola: totalmente delegittimata. Non ha cariche, posizioni, e spara opinioni di qua e di là. Dà solo fastidio a un sacco di gente. Come ci permettiamo di sparlare?

Eppure i romanzieri possono avere grande efficacia sui giovani. Quando avevo tra i 14 e i 20 anni e cominciavo a leggere un po' di tutto, non avevo alcun tipo di immunità nei confronti delle idee. Leggevo Hemingway, Steinbeck, Dos Passos, e James T. Farrell – e le loro opinioni politiche diventavano le mie. Penso che alcuni giovani siano diventati pacifisti per merito mio. In realtà, non so nemmeno io quale sia il mio messaggio di romanziere. Ma vorrei infettare la gente con idee umane prima che siano in grado di costruire gli anticorpi.

— Kurt Vonnegut, An Unsentimental Education, 1995.

Hammerbrook - City can this really be true?

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