mercoledì 20 settembre 2017

Quando siete bloccati, raccogliete nuove informazioni.


Hammerbrook - City can this really be true?

Tutti noi scrittori sprechiamo tempo. A volte perché non siamo pronti o capaci di risolvere un problema della trama e abbiamo bisogno di più tempo per lasciar marinare le nostre idee. Spesso però sprechiamo le nostre ore perché abbiamo paura.

Alcuni scrittori passano le loro intere esistenze in questo modo, invece di decidersi a mettere giù le parole sul foglio. Io non volevo finire così, quindi all'inizio della mia carriera ho inventato un motto molto utile: Procrastina domani. Ed è stato utile, veramente. Mi ha ricordato di cominciare la mia giornata di scrittura con la scrittura e di salvare il cazzeggio per un secondo momento.

Nessun'altra coppia di parole dà la volata a una giornata di scrittura come "procrastina domani". Magari funziona anche per te. Ma il motto risolve solo metà del problema, perché non può far nulla quando ci ritroviamo a fissare lo schermo, smarriti. Si chiama blocco dello scrittore, e ogni scrittore che ho conosciuto, prima o poi ci sbatte il naso. [...]

Il blocco dello scrittore si manifesta alla confluenza di due fenomeni: "troppa paura" e "informazioni sufficienti".

TROPPA PAURA.
Quando un problema creativo ci pone troppe difficoltà, cominciamo a temere che sia un problema che non possiamo risolvere. Che sia una battuta che ci sfugge, un plot twist ingarbugliato o un'emozione che riusciamo a capire solo in parte, non importa: ci porta sul ciglio estremo delle nostre capacità creative e ci lascia lì a fissare il vuoto. A quel punto l'ansia diventa l'albatross di Coleridge: un peso attorno al collo. Ci impedisce di scrivere – letteralmente ci paralizza – perché come facciamo a pensare in modo fruttuoso quando siamo sotto questa scura, oppressiva nuvola di insicurezza? Ci siamo infilati in un circolo vizioso negativo ed è proprio questo il blocco dello scrittore: non la mancanza delle parole ma la presenza della paura.

INFORMAZIONI INSUFFICIENTI
Spesso questo circolo vizioso, curiosamente, è innescato dalla mancanza di una conoscenza adeguata del problema che stiamo cercando di risolvere. Non abbiamo messo abbastanza informazioni da usare come combustibile per far funzionare il motore. Forse dobbiamo fare più ricerche sul contesto della nostra storia. Forse dobbiamo approfondire la comprensione dei personaggi. Forse dobbiamo ampliare la nostra ricerca per inserire elementi nella storia. Forse dobbiamo semplicemente fare un po' di introspezione e consultare i nostri "dati interiori" per capire cosa diavolo stiamo cercando di dire. Qualunque siano le informazioni che stiamo cercando è chiaro che è la mancanza di informazioni ad averci bloccato.

Ed è qui che dobbiamo seguire il più radicale dei consigli: "Se non puoi scrivere, smetti di provarci." Va a raccogliere piuttosto informazioni. Scrivere, sapete, è un atto creativo. Coinvolge il nostro ego, che si mette in mezzo e ostacola i nostri progressi. Raccogliere informazioni, invece, lascia stare l'ego, perché è semplice: non abbiamo paura di fallire. Perciò, quando scrivere è difficile ma spulciare dati è facile, non fate la cosa difficile, fate quella facile.

Ora guardate la magia. Raccogliere materiali ha rilassato la vostra mente, e vi ha liberato dalla paura. La ricerca di informazioni non solo ha prodotto materiale nuovo, ma anche un più fertile (perché meno intimidente) approccio all'elaborazione di quei dati. Raccogliere informazioni ha fatto addormentare il vostro ego, così potete ricominciare a sceverare il problema creativo che cercate di risolvere. Senza accorgervene, avete ricominciato a scrivere. In modo semplice, efficace, efficiente, automatico. Tutto questo per aver preso la decisione di non scrivere, quando scrivere vi è sembrato difficile. Ricominciamo dunque passo passo:

1. Ammettete di esservi bloccati. (Come fate a capirlo? Spiritosi: non state scrivendo.)

2. Rinunciate a forzare il blocco. (Non farebbe che produrre risultati pessimi e farvi sentire peggio.)

3. Andate a recuperare informazioni. (Cercate sia da fonti esterne che interne. Alle volete le risposte sono già nella vostra testa e dovete solo tirarle fuori.)

4. Rilassate il cervello. (Il vostro ego smette di tormentarvi perché ehi, qualunque straccio di ego è in grado di raccogliere qualche dato).

5. Ritrovatevi a scrivere di nuovo. (E vai!)

Ripetete se necessario. (E sarà necessario. Un altro problema vi aspetta dietro l'angolo.)

Ecco tutto. Blocco dello scrittore superato, nei secoli dei secoli, amen. Non ringraziatemi, sono qui per servirvi.

— John Vorhaus, The Little Book of Sitcom, 2012;

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