Il lettore ideale deve avere la febbre.


Nemmeno il più bieco degli scrittori commerciali, neanche lo scrittore seriale di noir scrive esclusivamente e strumentalmente avendo come destinatario il suo pubblico, in vista di un pubblico bene identificato e prefigurativo, anche perché il "pubblico" dei lettori (esattamente come il "popolo" o come si dice oggi la "gente" o il "paese" a cui si rivolgono i politici e gli anti-politici) è un'entità supremamente vaga e mutevole, nel tempo si sono formate e identificate comunità diverse, prima erano gli intellettuali e i cortigiani, poi la signora che legge il romanzo sul divano di casa – se avete presente il famoso quadro dell'Ottocento che si intitola La lettrice – il modello a cui si rivolge lo scrittore professionale quando scrive, il tipo di donna borghese coltivata che fuma sigarette e divora romanzi: cioè quello che, almeno in Italia, permette alla letteratura di campare, alle librerie di restare aperte, alle presentazioni di avere un po' di pubblico... e compagnia bella. Grazie, dunque, a questa figura, grazie! ma non è nemmeno per lei che si scrive...
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Per cui, ecco, se io mi mettessi a pensare in anticipo al destinatario, francamente, finirei per recalcitrare dalla scrittura: se mi viene in mente chi è che compra i libri, temo che non scriverei mai apposta per costui, o per costei, insomma, chi compra i libri mi sembra in definitiva la persona meno adatta a leggere i libri. Ma se non li leggono quelli che li comprano, allora chi è che dovrebbe leggerli? E va bene, va bene allora che a leggerli sia chi li compra i libri... purché però venga menomato, scemato, privato della sua baldanza di acquirente di libri e dunque persona colta ed esigente ecc. ecc..., ad esempio, abbia la febbre, sia a letto febbricitante, delirante nei confronti del libro che ha in mano e di tutto il resto... Come diceva Carmelo Bene, la malattia è uno stato di grazia, ma non solo per chi scrive, anche per chi legge: ha 39°, scotta di febbre? Allora sì che mi va bene... ecco la mia lettrice ideale!

— Edoardo Albinati, Oro colato. Otto lezioni sulla materia della scrittura, 2014

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