domenica 13 settembre 2015

Scrivi bene, scrivi male, ma sii presente nelle cose che scrivi.

Come la letteratura, la musica può determinare uno sconvolgimento, un capovolgimento emotivo, una tristezza o un'estasi assolute; come la letteratura, la pittura può generare sbalordimento, uno sguardo nuovo posato sul mondo. Ma solo la letteratura può dartvi quella sensazione di contatto con un altro spirito umano, con la totalità di questo spirito, le sue debolezze e le sue grandezze, i suoi limiti, le sue meschinerie, le sue idee fisse, le sue credenze; con tutto ciò che lo tocca, interessa, eccita, disgusta. Solo la letteratura può permettervi di entrare in contatto con lo spirito di un morto, in maniera più diretta, più completa e più profonda di quanto non potrebbe dare nemmeno la conversazione con un amico, – per quanto profonda e solida sia un'amicizia, non ci si abbandona mai, in una conversazione, così completamente come quando si ha davanti un foglio bianco, e ci si rivolge a un destinatario sconosciuto.

Allora beninteso, quando si parla di letteratura la bellezza dello stile, la musicalità della frase hanno la loro importanza; la profondità della riflessione dell'autore, l'originalità del suo pensiero non si possono sottovalutare; ma l'autore è prima di tutto un essere umano, presente nei suoi libri, che scriva bene o molto male in definitiva importa poco, l'essenziale è che scriva e che sia, effettivamente, presente nei suoi libri (è strano che una condizione così semplice, in apparenza così poco discriminante, in realtà lo sia così tanto, e che questo fatto evidente, facilmente osservabile, sia stato così poco sfruttato dai filosofi di diversa obbedienza: perché gli esseri umani possiedono in principio, se non la qualità, almeno una stessa quantità di essere, sono tutti in principio quasi tutti ugualmente "presenti": eppure questa non è l'impressione che danno, a qualche secolo di distanza, e troppo spesso si vede sfilacciarsi, attraverso pagine che sembrano dettate più dallo spirito del tempo che da un'individualità vera e propria, un essere incerto, sempre più fantasmatico e anonimo).

– Michel Houellebecq, Soumission, 2015 (traduzione mia)

Hammerbrook - City can this really be true?

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