domenica 15 febbraio 2015

Leggere per avere un contatto profondo con una persona

Passione, per me, e certo non solo per me, è quella di leggere. Passione tardiva, ché nella mia casa di ragazzo, in Sicilia, i libri non facevano parte dell'arredamento e la sola lettura che non fosse considerata inutile, se non peccaminosa, era quella utilitaristica dei libri di scuola. Dovere, dunque, all'inizio, e come tutti i doveri, ingrato e vissuto con fatica. Ci sono volute fortunate rivelazioni e meravigliosi incontri perché scoprissi che leggere è un piacere, uno, anzi, dei più grandi piaceri della vita. Da allora leggo un libro dietro l'altro come si accendono fiammiferi per non avere paura del buio. Il buio dell'ignoranza. Il buio della solitudine.

Se guardiamo qualcuno che legge ci appare solo, ma non è così. Chi tocca un libro, è stato detto, tanto più chi lo legge, tocca un uomo, una donna, coloro che lo hanno scritto, entra in contatto con loro tanto in profondità quanto è difficilissimo entrare in contatto con una donna, un uomo.

Si può litigare con quello che si legge e con chi lo ha scritto ma ci si può anche identificare in un modo straordinario, come se le parole che si vanno leggendo, le idee che formano, le storie che raccontano, i personaggi che inventano, scaturissero da dentro noi stessi, dove scopriamo che in un certo modo esistevano già: come se lo scrittore, mettendole in forma, misteriosamente avesse voluto proprio farne germogliare l'esistenza dentro di noi.

"Bianca muntagna, niura semenza, e l'omu chi simina sempri pensa", dice un proverbio delle mie parti. Il bianco della pagina come innevata montagna, semi le parole e lo scrivere un pensare. Leggere significa, dunque, inoltrarsi nella foresta generata da quei semi.

Si crede, di solito, che il leggere sia un gesto passivo, un semplice ricevere ciò che ci viene dato da chi ha scritto. Sappiamo quanto falsa sia questa idea, e comunque molto riduttiva. Leggere è in un certo senso riscrivere, ricreare, rivivere. Lo dimostrano le innumerevoli letture che diverse persone possono fare dello stesso libro. E non solo persone diverse. Tutti, credo, abbiamo vissuto l'esperienza, rileggendo un libro dopo tanto tempo, specialmente la prima volta che lo abbiamo incontrato da ragazzi, di scoprire, con meraviglia, che in quel libro troviamo cose assai differenti da quelle scoperte la prima volta e che come quel libro, soprattutto se è un grande libro, ci parlava allora così da vicino dei nostri problemi e sogni di adolescenti, adesso è esattamente delle nostre idee di oggi e dei nostri bisogni di persone adulte che ci parla.

— Federico Scianna, Lettori, 2015

Hammerbrook - City can this really be true?

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