Per lo scrittore una perdita è sempre un guadagno

A causa della mia storia, della mia educazione fino ai 17 anni in seno alla Gioventù Hitleriana, sono stato segnato dalla storia, dalle responsabilità della Germania. Per parlare qui solo degli scrittori, la mia generazione non è stata in grado di scegliere in modo indipendente. Normalmente in quanto scrittore, grafico o scultore, sarei stato un artista puro, ma data l'epoca in cui ho cominciato a scrivere, le tesi che avrei dovuto elaborare da solo mi sono state imposte: erano il nazismo e le sue conseguenze.

Dovevo scrivere i libri che ho scritto,volente o nolente. Dovevo scrivere Il tamburo di latta o Anni di cani. E questi temi sono restati.

Sono anche stati favoriti, ne sono certo, dal senso di perdita, specie quello della mia patria, che ho provato. Ho dovuto accettare il fatto che abbiamo scatenato la guerra, commesso crimini, e che per tutto questo dovevamo pagare un prezzo.

Detto questo, per uno scrittore una perdita è sempre un guadagno. È qui che trova l'ossessione, la forza di scrivere, di evocare ciò che è stato perso, di riprodurlo.

— Günter Grass, intervista di Jean Blain – Lire n° 259, Ottobre 1997

Hammerbrook - City can this really be true?

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