domenica 27 aprile 2014

Tutte le Calpurnie del mondo

La memoria, sia la nostra memoria individuale, sia quella memoria collettiva che è la cultura, ha una doppia funzione. Una, in effetti, è quella di conservare dati, l’altra è quella di far sprofondare nell’oblio le informazioni che non ci servono e che potrebbero ingombrare inutilmente il nostro cervello. Una cultura che non sa filtrare ciò che riceviamo in eredità dai secoli passati è una cultura che ci ricorda il personaggio di Funes, inventato da Borges in “Funes o della memoria”, che è dotato della capacità di ricordarsi tutto, cosa che è, propriamente, il contrario della cultura. La cultura è un cimitero di libri e di altri oggetti scomparsi per sempre.

Oggi ci sono degli studi su questo fenomeno che consiste nel rinunciare tacitamente a certi elementi, nel filtrare dunque, e contemporaneamente mettere altri elementi di questa cultura in congelatore, per l’avvenire. Gli archivi, le biblioteche, sono queste celle frigorifere nelle quali immagazziniamo la memoria in modo che lo spazio culturale non sia tutto occupato, senza comunque rinunciare a quel che potrebbe interessarci un giorno. Potremo sempre, in futuro, se lo vogliamo, tornarvi.

È probabile che uno storico possa ritrovare i nomi di tutti i partecipanti alla battaglia di Waterloo, ma questi nomi non vengono insegnati a scuola, e neanche all’università, perché sono dettagli non necessari e anzi, forse pericolosi.

Faccio un altro esempio. Sappiamo tutto di Calpurnia, l’ultima moglie di Cesare, fino alle idi di marzo, data dell’assassinio, fino al momento in cui lei gli sconsiglia di andare al senato perché ha fatto un brutto sogno. Dopo la morte di Cesare, di lei non sappiamo più nulla. Sparisce dalle nostre memorie. Perché? Perché non è più utile avere informazioni su di lei. E non perché, come si potrebbe sospettare, lei era una donna. Anche Clara Schumann era una donna ma di lei sappiamo tutto, anche dopo la morte di Robert.

La cultura, dunque, è questa selezione. La cultura contemporanea, al contrario, via Internet, ci inonda di dettagli su tutte le Calpurnie del pianeta, ogni giorno, ogni minuto, in modo tale che un bambino che fra i suoi compiti deve fare una ricerca può avere la sensazione che Calpurnia sia importante tanto quanto Cesare.

— Umberto Eco, Non sperate di liberarvi dei libri
(con Jean-Claude Carrière), 2009

Hammerbrook - City can this really be true?

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