domenica 2 marzo 2014

Storyteller, insegnante e incantatore

Uno scrittore può essere considerato da tre punti di vista: come storyteller, come insegnante e come incantatore. Un grande scrittore deve combinare tutti e tre gli aspetti —storyteller, insegnante e incantatore— ma è l'incantatore che predomina e fa di lui un grande scrittore.

Allo storyteller chiediamo intrattenimento, eccitazione mentale del tipo più semplice, coinvolgimento emotivo, il piacere di viaggiare in alcune regioni lontane nel tempo e nello spazio.

Una mente leggermente diversa ma non necessariamente più elevata cerca nello scrittore l'insegnante. Propagandista, moralista, profeta: questi i gradi ascendenti. Possiamo rivolgerci allo scrittore non solo in cerca di un'educazione morale, ma semplicemente per avere una conoscenza diretta, di fatti nudi e crudi. Ahimé, ho conosciuto persone il cui unico interesse nel leggere gli scrittori francesi e russi era di sapere cosa succedeva nella gaia Parigi o nella triste Russia.

Finalmente e prima di tutto uno scrittore è un incantatore, ed è qui che viene la parte interessante, in cui cerchiamo di cogliere l'aspetto unico del suo genio, e di studiare il suo stile, il suo immaginario, i temi ricorrenti dei suoi romanzi e dei suoi poemi.

Le tre sfaccettature del grande scrittore —magìa, storia e lezione— possono anche fondersi in un'impressione di unificato e singolare fulgore, poiché la magia dell'arte può essere presente nelle stesse ossa della storia, nel midollo del pensiero. Ci sono capolavori di secco, limpido e organizzato pensiero che provocano in noi un tremito artistico tanto forte come fa un romanzo come Mansfield Park o in un qualsiasi ricco flusso della sensuale immaginazione dickensiana.

A me sembra che una buona formula per testare la qualità di un romanzo sia, in fin dei conti, l'incontro tra la precisione della poesia e l'intuizione della scienza. Per potersi bagnare in questa magia un lettore saggio legge un'opera di genio non con il cuore, e nemmeno tanto con il cervello, ma con la schiena. È lì che si manifesta il brivido rivelatore, anche se dobbiamo restare un po' sulle nostre, un po' distaccati, mentre leggiamo.

Allora, con un piacere che è sia sensuale che intellettuale, vedremo lo scrittore costruire il proprio castello di carta e vedremo questo castello di carta diventare uno splendido castello di acciaio e di vetro.

Vladimir Nabokov, Good Readers and Good Writers,
conferenza alla Cornell University, 1948

Hammerbrook - City can this really be true?

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