lunedì 23 dicembre 2013

Una cattiva storia è semplicemente una storia che non funziona

Caro Scrittore,
Sebbene siano passati duemila anni da quando ho seguito un corso di scrittura a Stanford, mi ricordo quell'esperienza con chiarezza. Avevo gli occhi sgranati, il cervello come una spugna ed ero pronto ad assorbire la formula magica per scrivere un buon racconto, anzi un ottimo racconto. L'illusione però è durata poco. L'unico modo per scrivere un buon racconto, ci hanno detto, è scrivere un buon racconto. Solo dopo che è scritto lo puoi sezionare per vedere com'è stato fatto. È la cosa più difficile da fare, ci hanno detto. E la riprova è che al mondo esistono pochissimi grandi racconti.

La regola base che ci hanno dato è semplice e terribile. Una storia per essere efficace doveva trasmettere qualcosa dallo scrittore al lettore, e la potenza di questa offerta è la misura della sua eccellenza. A parte questo, non ci sono regole. A patto che sia efficace una storia può parlare di qualsiasi cosa e si può usare qualsiasi mezzo o tecnica. Come sottotitolo a questa regola, mi pareva fosse necessario che lo scrittore sapesse cosa voleva dire, cioè quello di cui parlava. Come esercizio ci hanno fatto provare a condensare la nostra storia in una frase, perché solo così la conosci abbastanza bene da poterla sviluppare in tremila o seimila o diecimila parole.

Addio formula magica e ingrediente segreto. Ci siamo trovati sbrigativamente abbandonati sul desolato e solitario sentiero dello scrittore. Le mie storie devon esser state veramente terribili. Se pensavo di venir scoperto per la mia eccellenza, i miei voti mi hanno riportato con i piedi per terra. E se mi lamentavo per esser stato criticato ingiustamente, per molti anni il giudizio degli editori ha confermato il punto di vista del mio professore, non il mio. I voti bassi ricevuti al college trovavano eco nei rifiuti degli editori, centinaia di rifiuti.

Mi pareva un'ingiustizia. Potevo leggere una bella storia e potevo perfino dire com'era stata fatta. Perché allora non riuscivo a scriverla? Che vi devo dire, proprio non ci riuscivo. Forse perché due storie non possono essere uguali una all'altra. Nel corso degli anni ho scritto tante storie e ancora non so cosa devo fare, salvo che devo scrivere e vedere cosa viene fuori.

Se c'è una magia nello scrivere storie, e sono convinto che ci sia, nessuno è mai riuscito a condensarla in una ricetta che può essere trasmessa da una persona all'altra. La formula sembra che risieda esclusivamente nel bisogno pungente dello scrittore di trasmettere qualcosa che ritiene importante al lettore. Se lo scrittore ha questa urgenza, può alle volte, ma certamente non sempre, trovare il modo di farlo. Devi percepire l'eccellenza che rende buona una buona storia e gli errori che portano a una cattiva storia. Una cattiva storia è semplicemente una storia che non funziona.

— John Steinbeck, Advice for Beginning Writers, 1963.

Hammerbrook - City can this really be true?

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