mercoledì 11 dicembre 2013

La prima stesura piace allo scrittore. Quella finale deve piacere al lettore.

Di solito inizio con una bozza tirata via, una prima stesura sperimentale e in forma estremamente libera che è incentrata su tutto ciò che voglio includere nel romanzo ma che già so non sopravviverà nella stesura finale. In questa prima stesura ci sono esercizi, esempi di come immagino che il narratore parlerebbe dovendo descrivere qualcosa. Mi pongo questioni tipo: Posso usare metafore con questo narratore? Sarebbe in grado di vedere qualcosa come se fosse qualcos'altro? No, Patrick Bateman non sarebbe in grado di farlo. Per lui tutto è superficie.

C'è una scena all'inizio di Imperial Bedrooms in cui Clay porta a pranzo fuori un'attrice. L'attrice ha fatto un provino per recitare nel film che ha scritto Clay. Clay sa che lei non avrà una parte nel film, ma vuole farsela, quindi dovrà illuderla. Le mentirà, le dirà che ha buone possibilità di entrare nel cast, poi la riporterà a casa e se la scoperà. Pranzano in questo ristorante in cui mi piace andare a Melrose.

C'è una splendida parete d'argento in questo ristorante, e a seconda dell'ora in cui stai mangiando, i raggi del sole ci spiovono sopra creando forme particolari. Nella mia bozza Clay parlava della parete d'argento, prima di concentrarsi sull'attrice. Ero felice di com'era venuta bene la descrizione della parete, del modo sottile in cui la luce continuava a cambiare. Erano le mie frasi preferite del romanzo. Ma sapevo, dopo averle scritte, che non potevano restare nel libro. Quello non era Clay. Clay non avrebbe mai notato la parete d'argento e non avrebbe mai parlato della parete d'argento. Il senso della scena è che lui si concentri sull'attrice, che è ciò che vuole fare, e la parete d'argento è solo lo scrittore che si fa una sega.

In pratica questa prima stesura è un test di come apparirà il narratore nella stesura finale. Quando passo allo step successivo del processo di scrittura, la fase emotiva è più o meno finita. Ho risolto le problematiche di cui volevo parlare nel libro — il dolore, i miei temi di allora, i miei conflitti in quel momento, quello che mi confonde, quello che mi fa male, quello che fa volare la mia fantasia. È tutto in questa prima stesura in forma libera, che è una sorta di lungo, lunghissimo trattamento– un diagramma che misura i movimenti dei personaggi e al tempo stesso mi fa capire cosa dovrò fare nella fase successiva della scrittura.

E qui entra in gioco il tecnico lucido che dà la forma finale al libro che il lettore vuole leggere—e quel lettore sono io.

— Bret Easton Ellis, The Paris Review Interview, Spring 2012

Hammerbrook - City can this really be true?

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