domenica 3 novembre 2013

Il decalogo (+1) di Elmore Leonard

1. Non aprire un libro parlando del tempo. (Se vuoi solo creare l'atmosfera e non indicare la reazione del personaggio al tempo, è meglio se non ti dilunghi. Altrimenti il lettore salta le pagine per cercare le persone.)

2. Evita il prologo. (È solo una scocciatura, specie se viene dopo un'introduzione che viene dopo una prefazione. L'unica eccezione: un prologo come quello di John Steinbeck in Sweet Thursday.)

3. Non usare un verbo differente da "disse" per muovere il dialogo. (La riga del dialogo appartiene al personaggio; il verbo è lo scrittore che ficca il naso. Ma "disse" è molto meno intrusivo di "grugnì, annaspò, azzardò, mentì." Una volta Mary McCarty ha chiuso una riga di dialogo con "asseverò", e ho dovuto smettere di leggere per guardare nel vocabolario.)

4. Non usare un avverbio per modificare il verbo "disse". (... ammonì gravemente. Usare un avverbio in questo modo — o praticamente in qualsiasi modo — è un peccato mortale. Lo scrittore così si espone completamente, usando una parola che distrae e può interrompere il ritmo del dialogo.)

5. Tieni a bada i tuoi punti esclamativi. (Non usarne più di due o tre ogni 100.000 parole.)

6. Non usare le parole "improvvisamente" o "si scatenò l'inferno". (Chi scrive "improvvisamente" ha meno controllo sull'uso dei punti esclamativi.)

7. Usa il dialetto e lo slang con moderazione. (Una volta che cominci a storpiare le parole o a usare onomatopee, non smetti più.)

8. Non descrivere in modo troppo dettagliato i personaggi. (In "Colline come elefanti bianchi" di Ernest Hemingway, che aspetto hanno "l'americano e la ragazza con lui"? "Si era tolta il cappello e l'aveva messo sulla tavola". Questo è l'unico accenno a una descrizione fisica in tutta la storia, e tuttavia siamo in grado di vedere i due personaggi e li riconosciamo dal tono di voce, senza che si veda in giro un singolo avverbio.)

9. Non perdere troppo tempo a descrivere posti e cose. (A meno che non ti chiami Margaret Atwood e riesci a dipingere una scena con il linguaggio o scrivere di paesaggi nello stile di Jim Harrison. E anche se lo sai fare, non ti conviene usare descrizioni che bloccano l'azione e il flusso della storia.)

10. Non stare a scrivere le pagine che il lettore salterebbe comunque.

+1. La mia regola più importante riassume le altre 10: Se sembra roba scritta, riscrivila. (Una lingua troppo studiata può essere d'intralcio, e allora la devi sostituire. Il mio obiettivo è di restare invisibile, non di distrarre il lettore dalla storia con una scrittura che si fa troppo notare.)

— Elmore Leonard, Elmore Leonard's 10 Rules of Writing, 2007

Hammerbrook - City can this really be true?

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